Die Hard – Trappola di cristallo

 

Regia: John McTiernan
Sceneggiatura: Steven E.  de Souza, Jeb Stuart
Ruoli ed interpreti:
Bruce Willis - John McClane
Bonnie Bedelia – Holly Gennaro McClane
Reginald VelJohnson - Al Powell
Paul Gleason – Dwayne T. Robinson, capo della polizia
William Atherton - Richard Thornburg
De’voreaux White – Argyle
Hart Bochner - Harry Ellis
Alan Rickman -Hans Gruber
Dannis Hayden - Eddie
Clarence Gilyard Jr. -Theo
Bruno Doyon - Franco
Andreas Wisniewski - Tony
James Shigeta - Joseph Yoshinobu Takagi
Robert Davi -Big Johnson, agente dell’FBI
Grand L. Bush - Little Johnson, agente dell’FBI
Matt Landers - Capitano Mitchell
Lorenzo Caccialanza - Marco
Joey Plewa - Alexander
Al Leong - Uli
Gary Roberts - Heinrich
Hans Buhringer – Fritz
Wilhelm von Homburg – James
Gérard Bonn - Kristoff
David Ursin - Harvey Johnson
Mary Ellen Trainor - Gail Wallens
Fotografia: Jan de Bont
Montaggio: John F. Link, Frank J. Urioste
Musiche: Michael Kamen
Produzione: Gordon Company, Silver Pictures, Twentieth Century – Fox Film Corporation
Distribuzione: 20th Century Fox
Paese: USA
Genere: Azione, Thriller
Durata: 131 minuti
Anno: 1988
Formato: Colore

 

Il poliziotto John McClane ritorna in California, invitato ad una festa alla sede del lavoro della ex moglie, un palazzo di 40 piani. Una banda di terroristi, a scopo di estorsione, riesce a isolare l’edificio e a prendere come ostaggi gli illustri invitati. Il titolo originale Die Hard – dal romanzo Nothing Lasts Forever di Roderick Thorp si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere.
Stringato e ottimo film d’azione, miscela bene le scene ad effetto, le battute del protagonista e il mito dell’eroe solo contro tutti.
La classica americanata, ma creata con ottimo lavoro.

Votazione 3/5 pellicole

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Immortals 3D

 

Regia: Tarsem Singh
Sceneggiatura: Vlas Parlapanides, Charley Parlapanides
Ruoli ed interpreti:
Henry Cavill - Theseo
Freida Pinto – Vergine dell’Oracolo
Mickey Rourke – Re Imperione
Kellan Lutz – Poseidone
Isabel Lucas – Atena
Luke Evans – Zeus
John Hurt - Zeus da vecchio
Stephen Dorff - Stavros
Joseph Morgan - Lisandro
Corey Sevier - Apollo
Steve Byers – Ercole
Alan Van Sprang – Dario
Lucio Romano Orzari – Icaro
Robert Maillet - Minotauro
Daniel Sharman - Ares
Fotografia: Brendan Galvin
Montaggio: Robert Duffy, Stuart Levy
Musiche: Trevor Morris
Produzione: Canton, Productions, Hollywood Gang Productions, Relativity Media
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: USA
Anno: 2011
Genere: Azione, Drammatico, Fantasy
Durata: 110 Min
Formato: Colore 3D

Il film inizia con la decisione di Re Imperione di liberare i Titani, che gli Dei dell’Olimpo hanno sconfitto da tempo e hanno rinchiuso nel monte Tartaro. Solo l’Arco d’Epiro potrà liberarli, ma nessuno sa dove si trova. Solo una veggente potrebbe trovarlo: la Sibilla Fedra.
Il contadino Teseo, aiutato dallo schiavo Stavros, da un monaco e dalla stessa Sibilla, si opporrà alla volontà di Imperione, soprattutto dopo che quest’ultimo uccide la madre del nostro eroe.
Tutto dava l’impressione di una grande narrazione epica, le premesse erano ottime. Purtroppo non è stato così: tutto è consegnato puramente alla grande spettacolarizzazione dei combattimenti, annientando quello che renderebbe grande un film di questo genere. Il film si riduce ad una grande confusione narrativa, che poco ha a che fare con i grandi testi mitologici. Manca proprio l’articolazione della storia. I personaggi sono privi di profondità e i dialoghi filosofici sono banali e inconsistenti. Teseo viene rappresentato come un eroe da film d’azione, ma questo personaggio è molto di più. E’ sempre stato descritto come un eroe per i suoi gesti, per le sue parole, non per come utilizzava lancia e spada.
La sibilla Fedra, che dovrebbe essere fonte di saggezza, di profondità psicologica, sembra essere presente solo ed esclusivamente per mostrare il lato b al pubblico, poco prima di concedersi a Teseo. Ma soprattutto perchè indossava abiti indiani se era di origine Greca?
L’Oimpo, con annessi dei, sembra la rappresentazione di un Gay Pride. Le divinità sono stracolme di morale, e questo è molto dissonante con i racconti della mitologia greca. La loro presenza è semplicemente in virtù del combattimento finale con i Titani.
Il 3D praticamente inutile, nulla da  il coinvolgimento visivo, tutto è bidimensionale, soprattutto nei combattimenti.

Ho trovato il film scialbo, per niente coinvolgente, esasperatamente violento.
Credo che gli attori siano vestiti e truccati in modo da riconoscere i propri beniamini. L’ambientazione e il trucco non è ben organizzato con la storia che si sta cercando di raccontare. Trovo invece interessante il modo di rappresentare il Minotauro, l’unica cosa che mi ha realmente colpito come scelta.

Votazione 0/5 pellicole.

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Warrior

 


Regia: Gavin O’Connor
Sceneggiatura: Gavin O’Connor, Anthony Tambakis, Cliff Dorfman
Ruoli ed interpreti:
Nick Nolte – Paddy Conlon
Tom Hardy – Tom Conlon
Joel Edgerton – Brendan Colon
Jennifer Morrison - Tess Conlon
Kevin Dunn – Joe Zito
Frank Grillo – Frank Campana
Kurt Angle – Kobe
Jake McLaughlin- Mark Bradford

Fotografia: Masanobu Takayanagi
Montaggio: John GilroySean AlbertsonMatt ChesseAaron Marshall
Musiche: Mark Isham
Produzione: Solaris
Distribuzione: M2 Pictures
Paese: USA 2011
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 139 Min
Formato: Colore 2.35 : 1

Tommy, dopo 14 anni di assenza, torna a casa del padre Paddy, ex alcolista. Gli chiede di essere allenato nuovamente, per poter gareggiare nella più grande competizione mondiale di MMA. Alla base di questo riavvicinamento sembra esserci l’intento di guadagnare molti soldi, da poter dare alla moglie di un caro amico morto in Iraq.
Il fratello di Tommy, Brendan, si è allontanato da tempo dal mondo della competizione. Docente di fisica, cerca di sbarcare il lunario, causa crisi economica, facendo il buttafuori di notte. Tutto questo non basta, dopo la notizia del possibile pignoramento della casa, anche lui decide di ritornare nel giro di incontri di MMA.
Tra i due fratelli non corre buon sangue, da quando Tommy decide di salvare la madre dal padre aggressivo e Brendan non scappa con loro.
Brendan sempre alla ricerca dell’approvazione di chi gli sta intorno, rimane deluso dal comportamento del padre, dopo la fuga del fratello e della madre, decidendo anch’egli di tagliare i ponti con il genitore.
Nel tentativo disperato del padre, lontano dall’alcool da alcuni anni, di ricostruire la famiglia e riavvicinare i figli, le coincidenze porteranno i due fratelli a partecipare insieme al torneo Sparta per sfidare i 14 migliori pesi medi al mondo.
Forse uno dei temi più antichi al mondo viene riproposto sul grande schermo: la rivalità tra fratelli. Qui riportata quasi con la stessa violenza con cui ci viene rappresentata la storia di Caino e Abele nella Bibbia. I due fratelli si scontrano prima verbalmente, poi nella gabbia dell’incontro, senza risparmiarsi mai.
La storia tocca inoltre temi drammatici molto attuali: il trauma dei reduci di ritorno dall’Iraq, e la crisi economica che sta distruggendo molte famiglie.
Si riporta sul grande schermo una meravigliosa storia, un’ottima caratterizzazione dei personaggi, con alle spalle uno sport da combattimento.
Rocky viene preso come modello, quasi come i testi classici. O’Connor ne replica i passaggi chiave e le interazioni fondamentali per adattare le sue dinamiche, ma con due protagonisti, due campioni. I due protagonisti sono l’uno l’Adriana dell’altro e ogni personaggio interpreta un carattere o una funzione del testo di base. È cinema classico hollywoodiano, cinema di seconde occasioni, di buoni sentimenti e di perdenti che vogliono conquistare qualcosa.
Da The Million Dollar Baby, riprende, oltre la modalità delle scene di ripresa, l’idea che alla base della massima violenza manifestata sul ring dai personaggi, è necessario il giusto incrocio tra disperazione e tenerezza.
A mio avviso, fin troppo prevedibile lo scontro finale tra i due fratelli. Sin dall’inizio si delinea che quello sarà il climax conclusivo. La classificazione dei personaggi è troppo netta, soprattutto per quanto riguarda Brendan e sua moglie, o il suo allenatore in opposizione al padre dei ragazzi. Ottima interpretazione di Tom Hardly, ho trovato che, seppur nei molti silenzi del personaggio, sia stato in grado tramite gli sguardi, le posture o gli atteggiamenti, a delineare le sfumature che da “duro” facevano in realtà trasparire un animo molto più fragile di quanto volesse far apparire.

Bellissimo film, personalmente  come votazione 4/5 pellicole.

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Insidious

Scheda tecnica:
Regia: James Wan
Sceneggiatura: Leigh Whannel
Ruoli ed interpreti:
Patrick Wilson- Josh Lambert
Rose Byrne – Renei Lambert
Ty Simpkins – Dalton Lambert
Andrew Astor – Foster Lambert
Lin Shaye – Elise Rainier
Leigh Whannell – Specs
Angus Sampson – Tucker
Barbara Hershey – Lorraine Lambert
Ruben Pla - Dott. Sercarz
John Henry Binder – Padre Martin
Philip Friedman
Montaggio: James Wan, Kirk M. Morri
Musiche: Joseph Bishara
Produzione: FilmDistrict, Stage 6 Films, Alliance Films
Distribuzione: Filmauro
Paese: USA 2011
Genere: Horror, Thriller
Durata: 102 Min
Formato: Colore

Una giovane coppia, i Lambert, si trasferisce con la famiglia in una vecchia casa di periferia. Renei (Rose Byrne) deve occuparsi della casa, dei tre figli, e anche del suo lavoro da musicista, mentre Josh (Patrick Wilson) è molto impegnato con il suo lavoro di docente.
Dopo una caduta accidentale, Dalton (Ty Sunokins), il figlio più grande, entra in uno stato vegetativo, a cui i medici non sanno dare una spiegazione. Inizia un periodo duro per la famiglia Lambert, oltre la malattia del figlio iniziano a verificarsi strani fenomeni all’interno dell’abitazione: porte che si aprono da sole, strani scricchiolii, libri che cadono, mormorio di voci attraverso il baby trasmettitore della figlia più piccolina. Infine una presenza che soltanto Renei riesce a vedere per ben due volte. Tutto questo porta la famiglia a fare un altro trasloco, mentre il piccolo Dalton continua a non dare nessun segnale di risveglio.
Nella nuova casa le cose non migliorano, gli stessi fenomeni si presentano anche qui. Lorraine (Barbara Hershey), la madre di Josh, racconta ai due ragazzi un sogno inquietante, e decide di rivolgersi ad una sua vecchia conoscenza: Elise (Lyn Shaye), una medium.
Grazie a quest’ultima si arriva alla verità…
Ritroviamo in questo film l’accoppiata Wan-Whannel, che già avevano delineato delle nuove linee guida per l’horror con Saw, rappresentando un killer seriale efferato.
Adesso Wan approda al classico dei film horror: la casa infestata. In effetti il film segue in quasi tutto la tradizione classica: il protagonista scettico, la protagonista invece crede alle possibilità, la coppia di esperti del paranormale, una bieca presa in giro dei personaggi di Ghostbusters, con tanto di materiale “scientifico” per analizzare la casa, e infine la medium, mite e temperata, ma acuta e dura nel momento di necessità.
Anche le caratteristiche che denotano la suspense sono quelle classiche: scricchiolii, porte che si aprono sole, mormorii, rumori strani, e ovviamente improvvise apparizioni.
Cosa c’è di nuovo?
Viene preso spunto da Paranormal Avtivity, (Oren Peli, regista di quel film, qui è uno dei produttori), in quanto anche qui l’entità diabolica non resta bloccata nella casa, ma segue le vittime.
Una cosa importante che viene fatta in questo film è il tentativo di minimizzare i tempi morti nella costruzione dell’atmosfera, aumentando il ritmo e quindi la tensione, il tutto accompagnato da un buon sottofondo musicale, impiegato a massimizzare i nodi emotivi. Questa eliminazione dei tempi morti ha però penalizzato la costruzione psicologica dei personaggi, che avrebbe aiutato molto di più l’empatia del pubblico con i protagonisti.
Ottima scelta quella in cui Josh, il padre del ragazzo, comprende che deve mettere da parte il suo scetticismo, perchè il figlio è realmente capace di compiere migrazioni extracorporee.
Un altro spunto viene preso da Poltergeist – Demoniache presenze: la famiglia diviene il mezzo per sconfiggere il male.
Lo scopo di Wan è, forse, quello di dare nuovo splendore ad una materia vecchia come la casa infestata. Il mio personale parere trovo superflui e al quanto ridicoli alcuni espedienti usati nell’ultima parte del film. Ad esempio il metodo di contatto tra Elise, la medium, e Dalton, lo trovo abbastanza vistoso e ridicolo. Li avrei mantenuto più un classicismo.
Sicuramente avrei pensato a qualcosa di meno grottesco per il demone e soprattutto non avrei creato la sua ultima apparizione rendendola molto simile a quella dei mostri da sconfiggere nel videogioco Resident Evil.
Resta infine nel classicismo anche la conclusione, che non stupisce gli appassionati del genere.
Nel complesso film godibile, sicuramente costruito meglio della serie di film Paranormal Activity, che non amo particolarmente.

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Jonio in corto 2010

 

Si svolgerà a Roccalumera (Messina), nei giorni 10, 11 e 12 dicembre, ogni sera con inizio alle ore 21.00, presso l’Antica Filanda, la terza edizione di JONIO IN CORTO, Festival Nazionale del Cortometraggio.
La manifestazione è organizzata dall’ Associazione Jonio Olimpia di Nizza di Sicilia con il patrocinio del Comune di Roccalumera.

Sono 63 quest’anno gli autori che hanno scelto Jonio in Corto per promuovere i loro ultimi lavori e, tra questi, sono state scelte 18 opere che saranno proiettate nelle tre serate dell’ 10 – 11 – 12 dicembre.

Per maggiori info http://www.jonio-olimpia.it/

 

 

 

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Le macchine della meraviglia. Lanterne magiche e film dipinto, 400 anni di cinema

 

 

Torino – fino al 09/01 – Mostra al Museo del Cinema di Torino. Un suggestivo racconto per immagini sulla lanterna magica e i suoi legami con il cinema e con l’arte d’avanguardia.

Maggiori info  http://www.museonazionaledelcinema.it/mostre.php

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Corto Dorico

 

 

Ancona – dal 12 al 19 Dicembre – Concorso cortometraggi sull’ambiente e i diritti umani. Maggiori Info http://www.cortodorico.it/

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Workshop con Michelangelo Frammartino

 

 

Teano (PZ)  – dall’11 al 19 Dicembre- Aperte le iscrizioni al primo workshop tenuto in Basilicata da uno dei più talentuosi ed originali autori del nuovo cinema internazionale, Michelangelo Frammartino.
Il laboratorio è destinato a 10 filmmakers senza alcun limite di età e di provenienza ed in possesso di una già minima ma comprovata esperienza realizzativa in ambito cinematografico (nelle sue più disparate proiezioni stilistiche e linguistiche).

Maggiori Info http://www.noeltanfilm.com

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Diversamente Vivi

 

 

TORINO- fino al 09/01 – Mostra sul mito dei morti viventi: mummie, vampiri, fanstasmi, zombie.  Organizzata dall’Associazione Nazionale Museo del cinema. Maggiori info http://www.museonazionaledelcinema.it/mostre.php?id=57

 

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Gran Festival Cinema Muto

 

 

Fino al 16 dicembre a Milano

Charlie Chaplin in Corti Live
In collaborazione con il Comune di Arluno
venerdì 10 dicembre 2010, ore 21.00
Cinema Sant’Ambrogio
Arluno, Corso Papa Giovanni XXIII 30
I Solisti Lombardi
ingresso libero

Charlot il Vagabondo
In collaborazione con ADO San Paolo
lunedi’ 13 dicembre 2010, ore 21.00
Aula Magna dell’Università Bocconi
Milano, Via Sarfatti 4
I Solisti Lombardi
con la partecipazione straordinaria di Moni Ovadia e Paolo Rossi
ingresso libero

Progetto Ragazzi
La presentazione del Cinema Muto nelle scuole, anticipata dalla presenza scenica di un mimo, è la formula scelta dal Gran Festival del Cinema Muto per avvicinare i ragazzi al cinema senza parole, senza effetti speciali, senza colori, ma in cui il gesto anticipa, accompagna e segue l’azione, al fine di rivalutare il “silenzio” come “modalità di ascolto profondo”.
Evento per le famiglie
sabato 11 dicembre, ore 11.30
Spazio Oberdan

Milano, via Vittorio Veneto 2

Per ulteriori informazioni http://www.cinemamuto.it/

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